Da Il Tirreno 25 GENNAIO 2007PIOMBINO. Non rimuovere più le alghe dalle spiagge. Prima di tutto perché - lasciandole - si argina l’erosione. Ci sono voluti due anni di lavoro ma alla fine il tavolo di studio della posidonia ha elaborato un documento che alla resa dei conti dimostra proprio questo. «Un testo, approvato dal consiglio provinciale - spiega l’assessore provinciale alla difesa delle coste e delle aree protetta, Anna Marrocco - prima di Natale, ci si dimostra innovativo e riporta le linee guida per la gestione della posidonia sui litorali». Hanno collaborato alla stesura le associazioni ambientaliste, ma anche le Capitanerie di porto e il corpo forestale dello stato, le Università e i centri di ricerca. Aggiunge Marrocco: «Abbiamo individuato i comportamenti migliori da tenere sulle spiagge con la posidonia spiaggiata. Si parte da un concetto ben preciso: questa pianta acquatica ha un ruolo importante nella protezione della biodiversità anche spiaggiata, vi vengono depositate le uova di alcuni animali. Ha poi la valida funzione anti erosiva, attenuando il moto ondoso». Dunque tutela della posidonia che è in mare «evitando punti d’ormeggio - specifica Anna Marrocco - reti a strascico e controllando la pesca». E tutela delle foglie spiaggiate.«Va considerata - dice ancora l’assessore - come una risorsa e non come un rifiuto. Assicura la possibilità di impedire l’accesso alla violenza delle onde sulla spiaggia e quindi ha questa grossa funzione protettiva. Qualora la si invii in discarica? Due gli svantaggi: aumentiamo il costo per i Comuni, visto che si va a peso e aumentiamo il volume delle discariche già troppo piene. Oltre tutto si porta via un notevole volume di sabbia, quella che manca sulle spiagge». Insomma la posidonia va lasciata dov’è. Nessun’imposizione, ma un invito. Importante sarebbe farlo comprendere e accettare da tutti. «Abbiamo girato il quesito al ministero. - conferma Marrocco - Ci viene consentito di spostare la posidonia all’interno della stessa spiaggia in un punto dove depositarla temporaneamente in attesa di un’asciugatura naturale, rendendo liberi i litorali dove non è possibile lasciarla dov’è. Oppure la si può spostare e mettere davanti alle dune dove farà ancora da protezione. Oppure su un lato della spiaggia in attesa che in inverno il mare la rimovimenti». Poi ci sono spiagge “piccole”, dove le dune non ci sono più come sul litorale di Cecina o la spiaggia di Salivoli. «Nel caso - prosegue - bisogna depositarla, farla asciugare, vagliarla per recuperare tutta la sabbia, togliere i rifiuti e dopo avviarla allo smaltimento. Sono le nostre linee guida, la priorità per noi è conservare la posidonia in funzione anti erosione». Se ne parlerà - è stata indetta una conferenza stampa - il 31 gennaio a Firenze. «Ci è già stato annunciato - conclude l’assessore Anna Marrocco - che il testo verrà acquisito per diventare provvedimento regionale. Livorno è all’avanguardia, è la prima provincia che si è espressa sulla materia. Notevole interesse lo abbiamo “incassato” dal ministero e dall’Agenzia protezione ambiente e territorio (Apat)».
Cecilia Cecchi
Cecilia Cecchi










