Non sono assolutamente soddisfatto di come si discute di questo argomento che viene affrontato da vari punti di vista mai però scendendo nei meandri delle questioni. In tempi di crisi, di restrizione economica che riguarda inasprimento fiscale, maggior costo della vita e del denaro preso a credito o lavorato ci si spinge in tentativi di verifiche meritocratiche, cioè si va a vedere quali categorie sottraggono ricchezza illecitamente o meglio: immeritatamente.
Il politico è il soggetto più attaccabile e per come da tempo vanno le cose anche il più inutile. Attenzione: le cose, intese pubbliche, vengono gestite da poteri scientifici che si avvalgono di marketing e di finanza molto di più che di altruismo e coscienza sociale. Quindi questo stato reale della conduzione del potere si esercita benissimo con l’uso di una organizzazione amministrativa prima che politica per cui il sospetto che l’estensione del dibattito politico sia di notevole ingombro.
Così qualcuno nell’Italia di oggi oberata da scandali nell’alta finanza e nelle parti alte e sconosciute della burocrazia ha dato il via alla caccia contro chi ruba e il politico ne è divenuto facile preda, quando facilissima nel caso esso sia un corrotto. Ma il politico spesso è solo il palo dell’operazione criminosa e riscuote proporzionalmente alla sua mansione. Togliere il palo non significa fermare il saccheggio, anzi spesso serve per fermare l’indagine e far continuare il saccheggio.
Quel qualcuno che ha iniziato la caccia al ladro a me non piace assolutamente, in particolare la pubblicazione di certi editoriali perbenisti apparsi sui principali quotidiani rappresentano un mondo incantato (che non esiste; n.d.A.) turbato dalla presenza di certi politici ladroni a cui rimettono tanti mali che affliggono la nostra società. Certi opinionisti spero non riescano a delegittimare la necessità di una sana e onesta politica fondata sulla democrazia ed il dibattito che ogni saggia comunità dovrebbe avere.
A chi governa veramente, al potere, la politica da fastidio e prima viene resa inutile e obsoleta meglio è. Da tanto tempo dico in Consiglio Comunale che verrà qualcuno che toglierà il dibattito politico e non sarà di certo un dittatore come lo leggiamo sui libri di storia o come i più anziani hanno avuto l’occasione di sperimentare. Sarà un’azione scientifica che tra le tante cose delegittimerà il dibattito politico attraverso una serie di attacchi denigratori.
Il tema “Costi della Politica” ormai è passato nell’opinione pubblica ed ha utilizzato il verificarsi di situazioni indecorose legate a determinati comportamenti di alcuni politici per delegittimare il “dibattito politico” come luogo per un leale scontro delle idee. Per molte persone la politica non serve, c’è chi sempre di più si dichiara apolitico con estrema semplicità e tutto sembra afflitto da un sistema politico degenere.
Tutto questo preambolo per cosa, volendo ritornare al nostro ambito comunale: perché in Consiglio Comunale sono state discusse due mozioni separate riguardanti il Costo della Politica presentate rispettivamente dal gruppo Città Nuova e dai gruppi di Maggioranza. La sostanza dei due atti è in parte differente ma ciò che le accomuna è il fatto di voler per forza di cose dare un segnale all’opinione pubblica locale di una avvenuta riflessione all’interno del Consiglio Comunale per andare a recuperare un dispendio inutile, in certi settori degli enti territoriali, di risorse che magari potrebbero essere impiegate in modo migliore per la comunità.
Io non condivido il modo con cui si da risposta alla gente che ci osserva e che giustamente ci giudica proprio sulle questioni legate all’efficienza. Non penso che basti ridurre aziende partecipate, consorzi e altro per rassicurare la popolazione che prossimamente la politica costerà meno. Inoltre non emerge l’angolo visuale che io ho espresso cioè l’impossibilità di preservare la legittimità del dibattito politico allargato ad ogni voce che io sintetizzo con l’uso della parola democrazia a cui do significato. La mia critica ha una sostanza politica, non si ferma allo scandalo della inefficienza economica.
Togliere i privilegi previdenziali e i compensi ai parlamentari, ridurre gli stipendi a tutti i politici istituzionali, ridurre i consiglieri regionali, cancellare le province, ridurre il numero di consiglieri comunali, sono tutte misure di cui si parla e di cui io neanche mi interesso più di tanto ma il messaggio di fondo, quasi subliminale e perverso è quello di attaccare l’estensione del dibattito politico, di convincere la gente che la democrazia è stato un abbaglio ed è una chimera.
La costituzione del Partito Democratico, lo spettro di un Partito Unico a destra e una nuova legge elettorale con sbarramenti percentuali per i piccoli partiti a parer mio si è troppo avvalsa degli opinionisti del “Costo della Politica” per consolidare anche in Italia il bipolarismo. Io chiaramente sono contrario al bipolarismo che è l’azione più determinata per una revisione dell’ampiezza del dibattito politico, per il quale tante persone hanno lottato.
Maurizio Coppola
Agosto 2007
Archivi Mensili
Gio, 23 Ago 2007










