ROSIGNANO. Inquinamento e bandiere blu: tornano a parlare di «paradosso Rosignano» i Verdi a proposito del rapporto fra mare, ambiente e fabbrica. In una nota a firma del consigliere provinciale Gian Luca Gentili si fa riferimento all’incidente di martedì in Solvay con la fuoriuscita di ammoniaca in sodiera ed alle annunciate bandiere che premiano la costa per ricordare quanto «il concetto di sviluppo multipolare sia improponibile per il territorio di Rosignano, uno slogan valido forse per costruirci qualche carriera politica ma che non rispecchia affatto la realtà che stiamo vivendo». Per Gentili lo sviluppo multipolare potrebbe avere un qualche fondamento soltanto se si verificassero almeno tre condizioni. E cioè: «Una drastica riduzione degli emungimenti di acqua dolce da parte della Solvay che con i suoi 20 milioni di metri cubi dichiarati di prelievi è di gran lunga il maggiore utilizzatore di risorse idriche della Provincia, a confronto il risparmio di 2 milioni di metri cubi previsto dal progetto Aretusa è solo un palliativo. L’installazione di adeguati dissalatori e la chiusura del ciclo delle acque dolci prevedendo quindi un loro recupero ed un successivo riutilizzo sono al momento le uniche soluzioni possibili». Ancora: «Gli scarichi a mare devono cessare definitivamente ed arrivare vicini all’emissione zero, tutte le acque di Rosignano sono interessate in varia misura dai fanghi sversati dal “fosso bianco” questo fenomeno stà modificando stabilmente ed in maniera progressiva l’ecosistema marino come è ormai visibile anche ad un occhio poco esperto, l’accordo di programma per come è concepito non dà alcuna garanzia in questo senso». E infine: «Lo spostamento all’interno del perimetro Solvay del serbatoio di etilene e delle relative condotte costruite nella zona di Pietrabianca alla fine degli anni 70. Questa operazione effettuata in una zona a vocazione turistica causò la chiusura forzata di alcune attività turistiche preesistenti agli impianti stessi e l’occupazione per uso industriale di un territorio strategico per altri tipi di attività,non solo proprio da quegli anni iniziò il più drastico ridimensionamento occupazionale che la storia di Rosignano ricordi, dagli allora 3000 addetti Solvay siamo arrivati oggi a circa 900, una operazione quindi nettamente negativa per l’economia del territorio». Solo con queste condizioni per Gentili si potrà avere uno sviluppo multipolare.
Agosto 2008
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Mer, 27 Ago 2008










