INTRODUZIONE:

Le politiche, o meglio, i politici, da tempo non mostrano di essere al servizio dei cittadini (amministratori dipendenti dalla popolazione), ma si comportano come chi fa un mestiere, per lo più redditizio, portando ad azioni e scelte raramente in linea con le aspettative e le esigenze dei territori, producendo un distacco sempre più evidente tra eletti ed elettori, che diventa pericoloso anche sotto il profilo del controllo morale. E’ importante riappropriarsi del concetto di “etica della politica”, che anche nel nostro Comune è andata sempre più indebolendosi,creando nel tempo sempre nuovi piccoli e grandi centri di potere (Rea, Crom, Ato, Armunia e via dicendo), gestiti sempre dalle solite persone e partiti politici che si dividono e lottano per ottenere poltrone e rappresentatività.
Perché la collettività possa riappropriarsi della politica occorre che l’Amministrazione del Comune si faccia garante nei settori di pubblica utilità e di particolare interesse pubblico (lavoro, casa, ambiente, salute, scuola, trasporti, rapporti con i settori privati e con l’associazionismo), sia e rimanga espressione imparziale della pluralità delle esigenze della comunità, promuova la convivenza civile.
Le scelte dell’Amministrazione dovranno essere condivise dai cittadini attraverso assemblee pubbliche e dibattiti partecipati ed allargati a tutti accorciando le distanze tra eletti ed elettori, insomma una politica che sia verde, trasparente e morale.
Pochi ma determinanti i punti del nostro programma, che ha, quale nucleo centrale, la valorizzazione ed il recupero ambientale e paesaggistico delle peculiarità e diversità che il territorio di Rosignano offre, quali risorse determinanti per la creazione di nuovi e vitali posti di lavoro, certamente non più garantiti – da tempo – dalla grande industria, meno che mai in questo periodo di crisi globale. E’ impensabile continuare a sperare e sostenere le politiche tradizionali dello sviluppo economico fin qui seguito anche localmente, che hanno portato a scelte immobilizzanti ed impattanti, non supportate da risorse adeguate, piene di promesse orientate a soddisfare interessi piccoli  e grandi dei singoli soggetti. Da oggi è indispensabile capire che il futuro sarà contraddistinto da diverse opportunità di lavoro solo se si investirà sulla corretta gestione delle risorse e della qualità ambientale e paesaggistica.
Poche idee, dunque, ma precise e concrete.

POLITICA DEL SISTEMA URBANO:

Occorre fermare il progetto fin qui perseguito di effetto città espresso anche nel Piano Strutturale vigente; le nostre frazioni devono mettere in evidenza le loro specificità e non essere omologate tra loro in un tutt’uno anonimo: occorre conservare le loro fisionomie, sia nel recupero dell’esistente che nelle nuove edificazioni, per presentarsi come patrimonio originale ed attrattivo, conservando più possibile l’identità connaturata storicamente al territorio; ambiente da salvaguardare e valorizzare è anche quello dei centri urbani, che vorremmo vivibile e pensato per l’uomo, mentre in caso di lavori pubblici occorre puntare su opere a misura di paesaggio preservando la tipicità invece di un malinteso senso di ricerca di modernità (magari avvalendosi di professionalità del luogo certamente più rispettose della storia dei luoghi invece di architetti sia pure illustri, ma avulsi dal contesto locale). Molte aree sono lasciate a se stesse ed al degrado: ad esempio l’intera zona delle Morelline, pur essendo stata un tempo un diaframma agricolo tra Marittimo e Solvay, dove oggi regna sovrano il cemento dei  capannoni industriali. Riqualificare è il minimo che si dovrebbe fare, dove possibile con estese alberature, e sfruttare l’area per un esteso bacino fotovoltaico che consentirebbe, se non altro, una maggiore efficienza  energetica all’intero comparto.

POLITICA DELLA CASA:

Da anni ormai non è stata adottata nessuna efficace politica per garantire a tutti una casa dignitosa, ed anche i finanziamenti previsti per l’edilizia popolare su Rosignano appaiono decisamente insufficienti. Bisogna pertanto entrare nell’ottica di rispondere all’emergenza abitativa attraverso un nuovo concetto di casa popolare. La nostra proposta parte anche dal riutilizzo di casa ormai datate e scarsamente utilizzate, attuando contrattazioni con i proprietari per un riutilizzo in senso sociale. Questi edifici in abbandono potrebbero essere ristrutturati con i moderni criteri di bioedilizia, valorizzati ed impiegati come offerta abitativa, permettendo di raggiungere diversi obiettivi: contribuire a risolvere l’emergenza casa, rivalorizzare centri storici in parziale abbandono (come ad esempio il nucleo storico della zona a mare di Rosignano Solvay) ed evitare l’effetto ghetto concentrando come in passato in quartieri a se stanti l’edilizia popolare.
Sempre nell’ottica di riutilizzo dell’ingente patrimonio edilizio esistente, che si è andato svalutando con la politica fin qui seguita di costruire sempre nuovi alloggi, per le giovani coppie si può pensare ad un bonus a fondo perduto per abbattere i tassi del mutuo bancario in caso di acquisti di case già esistenti.
Per le nuove costruzioni, fermo restando che dovranno tutte essere eco-compatibili (montaggio di pannelli solari, ridotta dispersione termica, recupero delle acque piovane ecc.) si dovrà prevedere in ogni lottizzazione una quota (20%) da destinare ad edilizia popolare o agevolata.

POLITICA OCCUPAZIONALE:

Oltre alla casa, l’altro aspetto della dignità personale è quello del lavoro. I giovani di Rosignano tendono ad andare a lavorare in altre città, e questo fenomeno se positivo nella misura di ricerca di nuove esperienze, è intollerabile se dovuto alla mancanza di spazi occupazionali. La riconversione in senso ecosostenibile dell’economia (si pensi alle idee sulla casa sopra esposte) è l’unica in grado di dare un futuro, purché appunto le varie componenti economiche non siano di ostacolo reciproco.

4.1 - L’INDUSTRIA :

Nonostante la diminuzione della sua importanza sotto il profilo occupazionale,  restano sul territorio i forti condizionamenti della sua presenza che limita lo sviluppo delle altre possibilità di sviluppo. La comunità deve pretendere un bilanciamento tra le varie componenti economiche, l’industria deve accettare che ormai il suo peso non è più determinante e non dà più garanzie occupazionali. Pertanto, anche dando attuazioni a delibere consiliari rimaste finora lettera morta, occorre ricondurre tutti gli insediamenti all’interno del perimetro della fabbrica, liberando l’area costiera a sud del Fine; confermare il no definitivo al progettato investimento del terminal gas (ma valutare la possibilità di investimenti nell’etilene una volta smantellati e messi in sicurezza impianti e tubature dell’attuale deposito di Pietrabianca); chiedere il rispetto degli accordi di programma perseguendo una volta per tutte l’obiettivo di eliminare gli scarichi a mare; bonificare l’ex discarica del Lillatro è un ulteriore tassello per uno sviluppo turistico pieno della costa tra Rosignano e Vada. Occorre anche giungere alla conoscenza completa della quantità di acqua dolce prelevata per usi industriali, ricordando che in caso di carenza idrica, le norme prevedono che sia data la precedenza agli usi civili, poi a quelli agricoli, ed infine a quelli industriali. Per limitare l’impatto negativo, oltre che sulla salute, sulle altre forme di economia, occorre che Solvay si impegni per l’obiettivo di avere meno torce, meno camini che sputano sostanze inquinanti, meno residui di lavorazione, meno insabbiamenti e meno prelievi idrici dalla falda e di conseguenza meno ricatti occupazionali; non è più tempo ormai per la “città giardino”, l’ospedale, il circolino, impianti scolastici-sportivi e teatro, ma è il momento per impegni eticamente  fattivi non con la politica ma con  l’acqua, l’aria e la  terra.

4.2 - LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE:

Occorre stimolare le attività, decentrate in varie aree territoriali, anche se soprattutto alle Morelline, a fare sistema, ossia a confrontarsi e a collaborare con le altre attività economiche del Comune,agricole, turistiche e commerciali. La presenza del porto turistico dovrebbe fungere da stimolo per le attività legate alla nautica, ora scarse anche se alcune di ottimo livello. Il porto potrebbe recuperare una parte di quella funzione di volano per l’economia di cui si favoleggiava un ventennio fa non organizzando manifestazioni e spettacoli, ma favorendo la nascita di attività artigianali e industriali legate al settore. L’amministrazione comunale, da parte sua, dovrebbe contribuire al rilancio di tutto il comparto delle PMI, organizzando fiere campionarie (sul

modello di “Verde Oro” per le produzioni olearie di qualità), mostre nautiche e quant’altro si renda necessario ed utile per pubblicizzare le produzioni locali.
Occorre favorire la nascita e lo sviluppo di un centro di eccellenza per la produzione di impianti che producono energia rinnovabile, come la costruzione di piattaforme di eolico offshore, ma non solo. Se opportunamente stimolate e sostenute potrebbero portare a Rosignano manodopera qualificata e nuovi posti di lavoro.

4.3 - IL COMMERCIO:

Settore da tempo fortemente in crisi anche per scelte sbagliate di passate amministrazioni, sempre alla ricerca di nuovi centri artificiali e posticci affossando quello naturalmente formatosi lungo la via Aurelia; per Rosignano Solvay, frazione tra le più penalizzate in questo comparto, proponiamo di utilizzare lo spazio ora previsto per la costruzione della nuova biblioteca (che bocciamo in pieno, vedi oltre al capitolo Scuola e Cultura) di via della Costituzione, per la realizzazione di fondi commerciali, garantendo così un continuum con il mercato del lunedi, e con i negozi storici dall’altro lato della ferrovia, ma ben raggiungibili con i due sottopassi di via del Popolo e di via Del Fante. Lato mare, occorre riqualificare la zona circostante piazza Monte alla Rena, per creare un percorso con il Porto Turistico adiacente. Nelle altre frazioni, preso atto che le due che più vivono di turismo (Castiglioncello e Vada) dimostrano una discreta vivacità commerciale, occorre puntare sul commercio per rivitalizzare interi quartieri e centri storici divenuti, soprattutto nelle colline, o sedi di uffici comunali o dormitori per persone che lavorano altrove; ovviamente negozi di vicinato, vendite di prodotti di qualità e specializzati, collegati con le produzioni agricole e artigianali locali. Bisogna altresì recuperare il patrimonio edilizio ed ambientale dei paesi collinari, sempre rispettando l’identità dei luoghi. Villa Mirabella, al Gabbro, edifico storico di straordinario pregio e lasciato da decenni colpevolmente al degrado, potrebbe essere recuperato attraverso un accordo pubblico-privato a scopi turistici (tipo beauty farm o albergo di charme). Idee simili potrebbero essere messe in campo per altre strutture di proprietà pubblica, ma senza scopo attuale e in disfacimento (i 2 Casoni della Dispensa Vecchia a Vada e il Centro Nautico sempre a Vada per il quale peraltro suggeriamo più oltre una alternativa d’uso).
Fornendo il substrato ottimale in ordine alla qualità, al decoro ed al recupero dell’esistente, il commercio si rivitalizzerebbe motu proprio, ma si possono pensare anche incentivi fiscali mirati.

4.4 - IL TURISMO:

Il territorio, come ormai è noto a tutti, non si presta per ragioni geografiche al turismo di massa, ma nel contempo presenta attrattive assai diverse tra loro, ma complementari e tali da assicurare un’accoglienza di qualità e tutto l’anno. Ancora una volta di più occorre proporre al visitatore un ambiente sano, valorizzato ed accogliente (spiagge, pinete, campagna, centri urbani) con strutture ricettive diversificate (alberghi, campeggi, agriturismi) e occasioni di richiamo (eventi sportivi, culturali, storici, promozionali). Anche qui occorre fare sistema. Per il turismo balneare si propone un patto con i gestori degli stabilimenti balneari, per un restauro e conservazione delle strutture, incentivando l’uso di materiali consoni alla storia architettonica del luogo. Si

devono tutelare le poche spiagge libere rimaste, che devono essere tenute pulite, nel contempo si devono consentire gli accessi pubblici al mare anche nei tratti più difficili, come tra Chioma e Castiglioncello, indicando e tenendo puliti i passaggi esistenti. Non devono più essere tollerati altri episodi come quello delle Forbici, in cui i titolari hanno effettuato i lavori con una convenzione nella quale si permettevano i lavori in cambio di un passaggio pubblico che da mesi è sbarrato.  Su Castiglioncello regolamentare il traffico in modo serio, costruire alle Spianate un parcheggio sotterraneo a più livelli, con servizi navetta continui in estate giorno e notte, il tutto gestito da privati sotto il controllo di qualità dell’amministrazione comunale. Su tutte le frazioni costiere bloccare la trasformazione di ville storiche in appartamenti, mantenere e valorizzare il paesaggio urbano ed il verde pubblico e privato. Su Rosignano Solvay offrire facilitazioni ed incentivi per valorizzare la zona a mare con abbattimento dei tributi per i primi tre anni ai privati che investono nelle strutture creando nuovi posti di lavoro; per il turismo storico archeologico, la liberalizzazione dell’area di San Gaetano, (magari invitando la stessa Solvay quale proprietaria dell’area ad una forma di co-gestione pubblico-privata assieme a Comune, Soprintendenza e al Dipartimento di archeologia della facoltà di lettere e filosofia dell’Università di Pisa) darebbe nuovo impulso agli scavi e quindi farebbe da richiamo in un percorso collegato agli altri siti archeologici, al Museo di Rosignano Marittimo ed al piccolo Museo di Castiglioncello; per il turismo naturalistico e agricolo occorre sfruttare il Parco delle Colline Livornesi come richiamo e occasione di lavoro (immaginiamo un campeggio ambientalmente progettato nella zona dei Poggetti, con escursioni a piedi o a cavallo valorizzando la rete dei sentieri e le ippovie). Sotto il profilo dell’attrattiva turistica diventa quindi importante oltre che tutelare ambiti già riconosciuti, come le Colline Livornesi o il Poggio Pelato, anche realizzare un vero parco fluviale lungo il Fine, creare un parco del vento a Pietrabianca, collegandolo con il circolo velico e con la scuola di surf, riaprendo i campeggi chiusi da tempo, con possibilità di aprire nuovi locali per ristoro e divertimento. Fondamentale è valorizzare al massimo le risorse disponibili in ogni frazione, recuperando tradizioni e storia di ognuna di esse ed organizzando eventi o manifestazioni per i prodotti tipici agroalimentari e zootecnici; per il turismo culturale occorre proseguire con le iniziative legate ai Macchiaioli (mostre, percorsi guidati), sviluppare ancora di più quelle legate al mondo del cinema incoraggiando la nascita di iniziative che coinvolgano la cittadinanza e le scuole e che si volgano al futuro e non solo alla contemplazione nostalgica di fasti passati; per il turismo sportivo oltre alle iniziative già collaudate (campionati di vela, di ginnastica, di marcia) dobbiamo pensare ad implementare l’offerta, anche con la realizzazione di un campo di atletica a norma, una piscina che preveda anche la possibilità di gare di tuffi, una pista di motocross (vigilando per impedirne la pratica in aree di pregio come il Poggio Pelato)  insomma di strutture che oltre ad essere attrattiva consentano anche ai residenti di praticare sport nell’ottica anche del ritorno sotto forma di benessere fisico che dovrebbe essere agevolato e stimolato anche dal Piano Integrato di Salute.

4.5 – L’AGRICOLTURA:

Deve anch’essa puntare sulla qualità (soprattutto biologica, produzioni specializzate                  e tipiche, come olio, vino, grano duro con marchio DOC e DOP) incentivando       fiscalmente ed economicamente le imprese agricole o zootecniche che indirizzino le

loro produzioni in quel senso, ed organizzando manifestazioni promozionali dei prodotti locali di qualità.
Le vaste aree verdi private e pubbliche destinate all’agricoltura e organizzate in fasce ecologiche di tutela e promozione come nel caso del SIR (siti di interesse regionale) e del BioItaly vorremmo farle divenire una vera opportunità, un giardino del nostro Comune e aiutare l’agricoltura a riprogrammare un futuro di qualità unendo tradizione e innovazione. Vogliamo portare avanti il programma provinciale disposto su Villa Pertusati e Parco dei Poggetti, dando inizio ad un modo di organizzare le produzioni agricole, utilizzando i semi “storici” su scala locale, migliorare le tecniche e incentivare un rapporto di interrelazione tra operatori agricoli.

5 – ISTRUZIONE E CULTURA:

Il numero dei laureati inferiore decisamente alla media ed il relativo successo dell’Istituto Alberghiero è la conferma che si deve fare di più per investire in quello che è il futuro della comunità; la scuola deve fornire occasioni di lavoro, ma deve essere anche attrattiva per giovani di altri Comuni; risorse finanziarie ed umane devono essere indirizzate ad evitare che molti giovani abbandonino la scuola al termine di quella dell’obbligo per una prima occupazione purché sia. Occorrerebbero scuole ad indirizzo artistico, teatrale, di danza (occasione persa con la lunga permanenza in zona di Micha Van Hoecke), per animatori turistici eccetera. Ma scuola vuol dire anche edilizia scolastica. Occorre prendere atto che gli edifici che ospitano le scuole dell’obbligo vivono una condizione di disagio, con spazi stretti non a norma per quanto riguarda la sicurezza, barriere architettoniche, mancanza di idonei spazi mensa e palestre. Proponiamo pertanto di dirottare su questo settore i finanziamenti previsti per la faraonica biblioteca, ed inoltre di razionalizzare gli edifici, spostando gli uffici comunali da piazza del Risorgimento a Rosignano Marittimo in via dei Lavoratori, ristrutturando a norma l’edificio da adibire a sede unica per le scuole medie. Tutto o parte del primo piano dell’edificio Solvay che attualmente ospita le medie potrà essere occupato dalla scuola primaria, che necessita assolutamente di interventi di ristrutturazione e messa a norma dei locali.
Bisognerebbe poi creare un vero centro studi sui Macchiaioli, con biblioteca dedicata a loro, ai loro collezionisti, ai Musei che ne ospitano opere, con testi consultabili da studenti e appassionati. Sarebbe anche importante trovare una sede più idonea per l’Università della Terza Età, data la qualità dell’attività svolta.
Occorre poi definire in via definitiva l’assetto di Armunia, che però non deve essere l’unico depositario dell’organizzazione di eventi culturali. Bisogna infatti valorizzare e contribuire alla creazione o riconferma di associazioni culturali che abbiano una radicazione sul territorio. Ma per Armunia occorre specificare che l’Ente Comunale non potrà più essere in grado di sperperare. Quindi i finanziamenti di Armunia andranno cercati solo in parte (la metà?) nelle casse comunali, mentre il denaro mancante sarà ottenuto con i proventi degli spettacoli, eventualmente anche appoggiandosi a soggetti privati ai quali affidare la spettacolazione con eventi rivolti ad un pubblico pagante ben più ampio, utilizzando anche strutture diverse dal Castello Pasquini, come lo stadio di Rosignano. Convegnistica e rapporti con le scuole devono invece rimanere a gestione solo pubblica.

6- GESTIONE DELL’ENTE COMUNALE E DEI SERVIZI:

Occorre migliorare la qualità dei servizi per la collettività, e promuovere una partecipazione che non sia solo di facciata alle scelte per il territorio.

6.1 – GESTIONE DEI RIFIUTI:

Il passaggio alla gestione unica dei rifiuti urbani su un’area territoriale più estesa (super- ATO) sarà determinante nel futuro del trattamento dei rifiuti. Il Comune dovrà battersi per incrementare la raccolta differenziata anche porta a porta e per creare occasioni di lavoro per cooperative di giovani nel riutilizzo delle materie seconde in loco. Diciamo pertanto no a qualsiasi ipotesi di inceneritore su un territorio già pesantemente condizionato dalle emissioni industriali anche perché costituirebbe una ulteriore attrattiva per rifiuti da bruciare ostacolando la raccolta differenziata ed il riciclo.     Sul fronte della depurazione è indispensabile obbligare ATO e ASA ad ammodernare gli impianti. Il depuratore di Rosignano va coperto in modo che non puzzi più.

6.2 – GESTIONE DELLE ACQUE:

Miglioramento dell’efficienza della rete idrica nonché della qualità delle acque potabili, avviando nuovi progetti di potabilizzazione e decalcarizzazione per promuoverne l’uso domestico al posto delle acque vendute in bottiglia. Le acque meno pregiate dovrebbero essere riservate per gli usi agricoli, artigianali ed industriali, fermo restando l’obiettivo di un dissalatore di acque marine per l’utenza della grande industria.

6.3 – GESTIONE DELLA SANITA’:

La Società della Salute ha tra i suoi compiti la tutela della salute e della sicurezza dei cittadini; oltre agli interventi in tema sociale sui quali occorre un maggiore impegno data l’espansione della fascia di popolazione che vive in condizione di disagio anche economico, bisogna promuovere un ciclo di indagine epidemiologica e sanitaria volta a conoscere gli effetti delle produzioni chimiche ed al rilascio di inquinanti in aria e in acqua, nonché a conoscere eventuali prevalenze di patologie in loco. Bisogna continuare nell’impegno per una normativa a tutela della qualità dell’aria avviando dei programmi preventivi con il comparto industriale che deve impegnarsi per un miglior rapporto con il territorio oltre agli obblighi di legge, superando ed integrando quindi la fase della predisposizione di centraline di rilevamento della qualità dell’aria. Occorre investire in educazione sanitaria, per scoraggiare il consumismo di farmaci ed esami, lavorare nel contempo per ridurre le liste di attesa in accordo tra medici specialisti e medici di famiglia. Occorre ancora perseguire l’obiettivo di un centro di primo soccorso a Rosignano, vista la presenza di una industria ad alto rischio ed il moltiplicarsi delle presenze umane nei mesi estivi. L’obiettivo potrebbe essere colto con la costruzione della nuova sede del distretto sanitario, in cui prevedere ambulatori medici aperti 24 ore (con la collaborazione dei medici di famiglia a turno, di quelli della Guardia Medica e Turistica, del 118, degli specialisti e delle attrezzature presenti nel distretto, da potenziare come offerta oraria e di personale anche amministrativo) offrendo un punto

di assistenza e alleggerendo anche la pressione sul Pronto Soccorso dell’Ospedale di Cecina.
Per quanto riguarda la materia del rischio industriale, l’amministrazione comunale ha tutti i poteri d’intervento per garantire l’incolumità dei suoi cittadini. Specialmente gli ultimi decreti attuativi, seppur nell’estrema farraginosità delle norme, consentono al Comune d’intervenire in sede di pianificazione urbanistica, d’integrare le proprie con le varie competenze territoriali e avviare, insieme ai soggetti istituzionali, politiche di riduzione dei rischi e dei pericoli, sia verso i gestori d’impianti industriali potenzialmente pericolosi, obbligando all’adozione delle migliori tecnologie disponibili, sia verso una efficace informazione ai cittadini.

6.4 – LA COMUNICAZIONE E LE POLITICHE PER I GIOVANI:

Estendere le competenze dell’ufficio Informagiovani, trasformandolo in Centro Informazioni generale per la cittadinanza; studiare l’opportunità di predisporre la rete WI MAX al fine di ridurre i costi di accesso ad Internet ed allargare la capacità di connessione; realizzare postazioni in esterno per l’accesso ai servizi web; rafforzare la comunicazione dei lavori consiliari e delle commissioni attraverso una diffusione più capillare, più precisa e più democratica.
A Rosignano mancano completamente centri di aggregazione per i giovani che hanno quali uniche alternative di socializzazione bar e locali vari; pertanto proponiamo la riconversione del Centro Nautico di Vada, vera e propria cattedrale nel deserto, oggi sottoutilizzata. L’idea è quella di trasformarlo in un centro attrezzato di sala per la musica con tanto di strumenti per performances dal vivo e piccola sala di registrazione, e che possa essere resa disponibile per i tanti giovani appassionati di Rosignano; dovrebbe essere dotata di postazione internet,con sala multimediale e locale di ristoro, il tutto ovviamente gestito e controllato.

6.5 – GLI ANIMALI:

Le politiche a favore degli animali non sono di certo separabili da quelle che auspichiamo per gli uomini che abitano il nostro territorio. La cura dell’ambiente, la lotta all’inquinamento ed all’impatto che ha sulla flora e sulla fauna (si pensi all’impatto degli scarichi industriali sull’ecosistema marino) è la tutela delle biodiversità di cui anche l’uomo fa parte.
Oltre a quanto già espresso nelle altre parti di questo programma (che valgono per tutte le specie, anche se solo quella umana può leggerle), poniamo l’attenzione sulla necessità che si arrivi finalmente alla realizzazione di un canile comprensoriale da gestire in collaborazione con le associazioni  di volontariato e con i servizi veterinari, che si occupi della salute dei randagi e della loro adozione; di un programma di censimento e di gestione ( sempre in collaborazione con i volontari e i veterinari) delle colonie feline, al fine di limitarne la proliferazione e le malattie; della possibilità di realizzare, o di permettere ai singoli privati di farlo, un cimitero per gli animali di affezione.