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Saro-Wiwa Ken Sozaboy
 

Il libro letto da Daniele Barbieri - Carta n. 40/2005

 

sozaboyKen Saro-Wiwa
«Sozaboy»
Baldini Castoldi - Dalai editore - 288 pagine - 14 euro

Chi ha amato un anno fa «Foresta di fiori» [Socrates], l’unico altro libro di Ken Saro-Wiwa sinora apparso in italiano, si ritroverà in un luogo noto, a Dukana. Riconoscerà alcuni personaggi, intrecci, pregiudizi [«La gente dice che la donna non ha bocca»]; c’è persino il furgone «Progresso». Siamo in una periferia della Nigeria, forse «all’orlo del mondo». All’inizio «tutti erano contenti a Dukana». Dura poco: «La radio continua a blaterare discorsi sempre più complicati»; il nuovo governo «diffuse la notizia che nessuno poteva più ballare o suonare poiché c’erano casini».

L’io narrante è il giovane Mene, apprendista autista: oscilla fra qualche sprazzo di furbizia e abissi di ingenuità, dovuti soprattutto all’ignoranza di ciò che gli accade intorno. Il suo orizzonte è stretto: vuole guidare, trovare cioè un buon lavoro, e sposarsi. Se no, «cosa gli racconto al mio Dio quando lo incontro?». Non ha alcuna idea di cosa siano questi casini, di che voglia fare il governo o di chi sia il nemico. Gli interessa molto più andare all’African Upwine Bar: è qui che incontra Agnes, con «tette da favola» [d’ora in poi Mene la citerà sempre così]. Mentre si continua a parlare di guerra, Mene è interessato solo a tessere la sua tela per sposare Agnes. Ci riesce. Mentre si gode l’improvvisa felicità, il ragazzo scopre d’avere un problema: sua madre non vuole faccia il «soza», il soldato; Agnes pensa all’opposto. Lui non sa decidere. Nel villaggio l’unico con esperienze belliche – 20 anni prima, in Birmania contro un misterioso e potentissimo «Hitla» [cioè Hitler] - ancora si sente un grand’uomo. Sempre più il ragazzo è tentato di arruolarsi. Gli appiccicano il soprannome «Sozaboy». A quel punto il suo destino è segnato: convince la madre a dargli i soldi e corre ad arruolarsi.

Il ragazzo-soldato inizia [qui la vicenda oscilla fra l’esilarante e il grottesco] l’addestramento. Lui mantiene la sua confusione; «lo sapete come sono le faccende dei soldati: mica puoi fare domande, devi soltanto ubbidire». La guerra gli si avvicina; d’improvviso ci si ritrova dentro. Ken Saro-Wiwa non risparmierà a Mene alcun orrore. «Dappertutto, un sacco di carne umana ma tutta fatta a pezzettini! Dita, unghie, capelli, cazzi e coglioni». Su di lui incombe anche Manmuswak [«l’uomo deve mangiare» o «l’uomo deve vivere»] un personaggio dai mille volti: ora fra i nemici e ora fra gli amici che sempre più si confondono. «Non capivo come questo Manmuswak potesse combattere da tutte e due le parti nella stessa guerra». Durante la sua fuga disperata, Sozaboy torna a Dukana: la trova distrutta. Tutti scappati tranne Bom e Duzia, che raccontano a Mene: i «soza-nemici» sono arrivati lì, «a fare le stesse cose» che gli altri «soza» [l’esercito amico] avevano già fatto prima: «Tutti voi soldati siete fatti allo stesso modo», uguali «come monetine da due centesimi».

Per il ragazzo-soza inizia un’altra odissea, alla ricerca della madre e di «Agnes, tette da favola». Spera di trovarle in mezzo ai campi-profughi, «un letamaio umano e tutta quella gente che ora chiamano rifugiati ormai è gente che hanno gettato via come immondizia». La conclusione del libro è inevitabilmente tragica: per Sozaboy – come per i nigeriani – l’incubo non finisce quando uno dei due eserciti si arrende.

Senza nominarla, Ken Saro-Wiwa attraversa la lunga guerra nata dalla secessione [fomentata dai francesi] del Biafra e tutti gli orrori che ne seguirono fra il 1967 e il 1970. Gli eserciti avversari non hanno nome e si possono confondere; si combatte senza capire; anche quando le armi tacciono comunque l’ingiustizia si ripresenta subito sotto altre spoglie. Lo scrittore mostra le terribili verità che, il 10 novembre ’95, portano a morte il Ken Saro-Wiwa «politico», colpevole in quanto difensore [disarmato] degli Ogoni contro i soprusi dei petrolieri - la Shell in testa ma anche l’italiana Agip, come ricorda Itala Vivan in coda al libro – veri burattinai di ogni dittatura militare in Nigeria.

è un romanzo capace di alternare sempre il registro tragico e quello comico, i tempi lentissimi del villaggio e poi quelli frenetici dei combattimenti o delle fughe. Ken Saro-Wiwa ci porta nel cuore profondo della Nigeria ma ricordandoci che le guerre sono tutte uguali. «Sozaboy» ci fa entrare nella testa di un protagonista ingenuo fin quasi alla buffoneria: un disperato anti-eroe che, vedendo per la prima volta un bombardamento, ride istintivamente di quegli aerei che «cagano» per scoprire in pochi istanti che dal cielo sta piovendo la morte.

Fin dalla prima parola del libro [«numbero» invece di numero] chi ha in mano «Sozaboy» intuirà di dover fare i conti anche con un giocoliere del linguaggio: il consiglio è affidarsi totalmente al piacere che emerge delle pagine con il solo aiuto del piccolo glossario in coda al volume, resistendo alla tentazione di cercare spiegazioni nella nota critica di Itala Vivan che invece è assolutamente necessaria – alla fine – per collocare «Sozaboy» nel giusto contesto storico e letterario. La scrittura risulta avvincente quanto la trama. L’autore usò un inglese «rotten», misto di linguaggio corretto e «corrotto» con modi di dire, storpiature, tic, invenzioni, parole onomatopeiche, soprannomi [un personaggio si chiama Smog ma sta per «Save me o God»], volute ripetizioni, variazioni impreviste e persino il «mambo-jambo» cioè il parlato quasi incomprensibile che si usa durante i deliri. Non è difficile comprendere come il traduttore [Roberto Piangatelli, supportato da tre persone fra cui la moglie nigeriana] abbia fatto i conti con la classica impresa impossibile. Si poteva vincere la sfida della traduzione, lo sottolinea Itala Vivan, soltanto «tradendo»: cioè re-inventando il tanto che non esisteva in italiano. C’è da augurarsi che l’uscita dell’impossibile «Sozaboy» in Italia [vent’anni dopo quella in Nigeria] spinga i nostri editori a recuperare altre opere di uno scrittore straordinario che fu anche un coraggioso difensore del suo popolo.

 

Marco Boschini
CARO SINDACO NEW GLOBAL
I nuovi stili di vita nella politica locale
Caro sindaco new global ha lo scopo di diffondere su tutto il territorio nazionale pratiche amministrative etiche orientate alla pace e all’economia solidale e di dimostrare che progetti concreti, imitabili ed esportabili, sono già in atto presso amministrazioni, enti, associazioni che ogni giorno costruiscono un mondo diverso.Attraverso le parole-chiave dell’Alfabeto dei Sogni, da A come ascoltare, C come coraggio, D come diritti, F come fare… si passano in rassegna 21 pratiche di nuovi stili di vita: - Assicurazione etica - Impresa pulita - Banca del tempo - La rete del nuovo municipio - Che c’è nel menù? – Migranti - Denominazione comunale - Non ci vado senza il bus d’origine - Olio di colza - Lotta alle inefficienze – Partecipazione energetiche - Quando il software è libero - Finanza etica - Risparmio energetico - Gruppi di acquisto solidali - Street TV, un’altra informazione - Hai mai sentito parlare - Territorio bambino di Curitiba? - Un altro modo di costruire - Vedi alla voce Monsano - Zapping in rete.
ISBN 88-307- 1345-7 – pp. 160 – Anno 2004 – € 8,00

 

 
Alex Zanotelli
INNO ALLA VITA
Il grido dei poveri contro il vitello d`oro
Presso il popolo d’Israele, durante “il grande anno sabbatico” vigeva il dovere di rimettere i debiti, liberare gli schiavi e restituire la terra agli antichi proprietari per ricostituire l’originaria uguaglianza e dignità delle famiglie.
Nella Galilea dei disperati, Gesù parte alla grande rilanciando proprio “l’anno di grazia del Signore”. 

“Oggi” è l’anno del Signore secondo l’espressione di Luca.
È l’oggi della Galilea, l’oggi di Korogocho… di oltre un miliardo di esseri umani costretti a vivere in condizioni di miseria. Davanti a tale situazione siamo chiamati a rimettere in discussione il Sistema dominante: l’impero del denaro. Urge coniugare il Vangelo con precise scelte economiche, politiche, ecologiche, sociali, culturali, religiose…

Da questo “lager” che è Korogocho e da tutte le Korogocho del mondo, p. Alex grida con forza che non abbiamo nessun diritto di sognare futuro se non c’è la volontà di cambiare radicalmente il nostro stile di vita.

In questo senso questo libro, nato alla vigilia del Giubileo del 2000, è per noi un libro vivo e stimolante, un libro profetico.

……………………

NOTE DELL’EDITORE

Questo libro, uscito nel 1998, è stato letto da moltissime persone e tre ristampe sono andate esaurite. Racconta la vita che p. Alex vive giorno dopo giorno, da ormai molti anni, nei sotterranei della storia.

Sono discorsi o articoli nati in contesti diversi e destinati a uditori o lettori diversi. P. Alex ritorna spesso su alcuni dati, citazioni o riflessioni, per smascherare i meccanismi dell’impero del denaro e sollecitare una scelta radicale per “i nuovi stili di vita .

Ripubblichiamo Inno alla vita con una nuova copertina ma senza modifiche nel testo, perché i poteri di cui parla Alex, quelli che decidono del corso della storia, non hanno cambiato natura.

ISBN 88-307- 1539-5 – pp. 128 – Anno 2006 – € 7,00

 

Edward Goldsmith, Il Tao dell’Ecologia
Franco Muzzio Editore, Padova, 1997, pp. 502
 

 

A prima vista sembrerebbe scontato che un libro onnicomprensivo di un autore importante assuma le vesti di un vero evento editoriale. Tanto più se il volume affronta esaustivamente tematiche di rilevanza epocale, che scarseggiano nell’offerta superficiale del “mercato” delle idee.

In realtà, quest’ultima fatica di Edward Goldsmith, difficilmente rintracciabile nel circuito mediatico-commerciale, è un libro semplicemente fondamentale, che emblematicamente non ottiene riscontro neppure negli ambienti di primo -anche se non esclusivo- riferimento: gli “ambientalisti” nostrani. Evidentemente, sono gli stessi ambienti “alternativi” a mancare colpevolmente di una visione del mondo realmente anticonformista, che darebbe loro ruolo e identità alle soglie del terzo millennio e, soprattutto, nella crisi profonda in cui si dibatte il paradigma tecno/scientifico dominante.

Edward Goldsmith è probabilmente uno dei più profondi pensatori ecologisti al mondo. Instancabile settantenne, dirige The Ecologist , una delle più importanti riviste di ecologia, con cui conduce battaglie culturali e sociali in prima persona. Nel 1991 gli è stato attribuito uno dei più ambiti riconoscimenti a livello internazionale, il Right Livelihood Award , il “Premio Nobel Alternativo” che viene presentato ogni anno al Parlamento svedese il giorno che precede la premiazione dei Premi Nobel. Tra i suoi libri più importanti ricordiamo La morte ecologica (Laterza, 1972), The Stable Society (1978), The social and environmental effects of large dams (1984), 5000 giorni per salvare il pianeta (Zanichelli, 1990), La grande inversione (Muzzio, 1993).

Quest’ultima sua opera Il Tao dell’Ecologia, è da considerarsi la summa della ricerca di un pensatore da sempre proteso a recuperare un rapporto armonico tra l’uomo e la natura, in quanto illustra le motivazioni scientifiche, etiche, psicologiche e religiose di un rapporto drammaticamente deteriorato.

È ancora possibile invertire la rotta?
I tempi della natura sono lenti e profondi quanto la dimensione cosmica che sottendono. All’uomo spetta solo di ritrovare la Via che prescinde da considerazioni temporali.

Eduardo Zarelli

 

 

Marcelo Barros
UN`ALLEANZA PER LA VITA
Pregare i salmi in una spiritualita` macroecumenica
Se guardo il cielo, opera delle tue dita,
la luna e le stelle che tu hai fissate,
che cosa è l’uomo perché te ne ricordi,
il figlio dell’uomo perché te ne curi?
Eppure l’hai fatto poco meno degli angeli… (Sal 8, 4-6a) 

I Salmi della Bibbia continuano ad affascinarci per la loro bellezza e ad accompagnarci verso l’unione con i segreti più profondi della vita.
La preghiera dei Salmi è qui presentata nel suo rapporto con la vita. Secondo la visione dei poveri – dagli Ebrei del Primo Testamento alle comunità di base dell’America Latina – la preghiera affronta il problema dell’ingiustizia, ma si apre anche a contemplare l’immensità della natura.

Attraverso la sua lettura dei Salmi, Marcelo Barros manifesta la passione per l’universalità con un’umile e coraggiosa apertura alle persone di altre fedi e convinzioni. Egli canta i Salmi con tutti, impegnandosi a rispettare la sensibilità di ciascuno.

 

ISBN 88-307- 1456-9 – pp. 128 – Anno 2005 – € 8,00

 

ECONOMIA E AMBIENTE
La sfida del terzo millennio
L’economia classica, incentrata sull’esclusiva logica del profitto, si ritorce contro l’uomo e contro l’ambiente. Come riconciliare allora economia, uomo e ambiente? Alcuni economisti, prestigiosi leader di organismi internazionali e i massimi esponenti mondiali dell’economia ecologica mettono a confronto in questo libro i loro punti di vista. 

Gli Autori: Lester Brown, Caleb Fundanga, Jonathan Lash, Serge Latouche, Joan Matinez Allier, Andrea Masullo, Ignazio Musus, Mathis Wackernagel. Designano una strategia per una possibile transizione dell’economia classica, guidata dal capitale finanziario, a un’economia ecologica e sostenibile, incentrata sul capitale umano e sul capitale naturale.

Un’affascinante ipotesi di evoluzione dell’umanità, dall’ossessiva e illusoria prospettiva di una crescita illimitata in un mondo limitato a una prospettiva di decrescita che ha l’ambizione e le potenzialità per sanare le disuguaglianze planetarie e portare l’intera umanità verso un futuro di benessere più stabile per tutti.

Il curatore è Andrea Masullo. Un altro libro di cui l’EMI si sente orgogliosa.

ISBN 88-307- 1501-8 – pp. 176 – Anno 2005 – € 10,00

 

Centro Nuovo Modello di Sviluppo
NORD SUD
Predatori, predati e opportunisti - 

Guida alla comprensione e al superamento dei meccanismi che impoveriscono il mondo

La storia di questo libro è cominciata nella primavera 1992 in occasione di un corso estivo per “economisti scalzi”. L’idea era di preparare delle persone che, pur non avendo in tasca la laurea in economia, conoscessero bene i meccanismi che generano impoverimento e sapessero illustrarli ad altri. L’economia, non deve essere una materia da specialisti. Il sistema l’ha resa tale solo perché vuole togliere potere alla gente e perché non vede più l’economia come l’arte di organizzare il benessere collettivo, ma come un insieme di strategie per garantire guadagni ai mercanti. E’ urgente restituire l’economia alla gestione popolare, non solo per un fatto di democrazia, ma anche di giustizia, perché il cambiamento può venire solo dal basso. 

Questo libro che ha formato generazioni di persone impegnate a costruire un mondo di solidarietà e di giustizia, ora viene ripresentato completamente aggiornato. L’interno è tutto a due colori.

Possiamo definire questo libro come il manuale dei manuali sull’economia nel mondo di oggi. Strategico e vincente è il fatto che nelle due pagine a fronte la prima presenta un grafico o disegno e la seconda la spiegazione riflessione. ben documentata.

ISBN 88-307- 1339-2 – pp. 288 – Anno 2005 – € 15,00

 

Mauro Bonaiuti
OBIETTIVO DECRESCITA
Chi crede che una crescita esponenziale possa continuare 

all`infinito in un mondo finito e` un folle, oppure un economista

In meno di un anno la prima edizione di Obiettivo decrescita è andata esaurita. 

Un anno è un tempo breve per la vita di un libro, e tuttavia un tempo in cui, attorno al tema della decrescita, molte cose sono accadute.

Questa seconda edizione intende innanzitutto raccogliere alcuni dei contributi più significativi emersi in Italia in questo ultimo periodo. Mentre la prima edizione era espressione del dibattito nato in Francia attorno ai convegni di Parigi e Lione, questa seconda, pur mantenendo alcuni dei testi più significativi della precedente, raccoglie i contributi nati all’interno della Rete italiana.

Anche in questa seconda edizione è stata mantenuta la divisione tra una prima parte, dedicata alle “ragioni” della decrescita, e una seconda dedicata ai “cantieri” della decrescita. Questo non certo per sottolineare la separazione tra teoria e prassi, quanto piuttosto per sottolineare il rilievo, a fianco delle riflessioni economiche, ecologiche, politiche, antropo-sociali e psicologiche, delle pratiche già in corso.

Il dialogo tra teoria e pratiche deve proseguire e farsi più stretto, affinché l’orizzonte interpretativo proposto possa ambire ad accogliere al proprio interno il maggior numero di esperienze possibili nell’ambito delle alternative al capitalismo globale.

 

ISBN 88-307- 1507-7 – pp. 192 – Anno 2005 – € 10,00

 

 

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