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Le “Forbici”,uno degli ultimi tratti della costa di Castiglioncello,fino a due anni fa quasi completamente intatto,è caduto aggredito dal cemento e dalla speculazione edilizia. I lavori per la realizzazione di strutture turistico balneari hanno deturpato per sempre una zona di alto valore paesaggistico e ambientale e potrebbero fare da apripista per altri interventi che,alla fine, faranno somigliare la zona ad un parco giochi stile “ riviera adriatica”,togliendole proprio quello che fino ad oggi è stato il suo maggiore appeal, cioè la sua bellezza selvaggia e relativamente incontaminata. Le “Forbici”sono state per anni una vera e propria icona di Castiglioncello,uno di quei luoghi che si fissano nelle cartoline o nelle foto ricordo di un viaggio e che sono un patrimonio ambientale e culturale di tutta la collettività. Avrebbe dovuto essere un dovere, in primis delle istituzioni, quello di proteggerli e tutelarli cercando per quanto possibile di trasmetterli intatti alle generazioni future.In un modo a me assolutamente incomprensibile sono stati invece superati tutti i vincoli che la legge aveva predisposto per la salvaguardia di un luogo cosi prezioso permettendo l’edificazione di quelle “strutture leggere” ,cosi a suo tempo le defini l’Amministrazione Comunale, che potete osservare nella documentazione fotografica. Vincoli definiti dalla legge “Galasso”che avrebbero dovuto impedire la costruzione di edifici a non meno di 300 metri dalla linea di costa, vincoli idrogeologici che avrebbero dovuto impedire la rimozione di decine di piante mediterranee presenti nel luogo, vincoli della Sovrintendenza delle “Belle Arti”che si estendono praticamente su tutto quel tratto di costa. Non sono un nostalgico della “belle-epoque”castiglioncellese degli anni 60,ma l’aver conservato intatto un luogo come le “Forbici” avrebbe costituito anche un sicuro valore aggiunto per il territorio, l’idea che soltanto antropizzando ed appesantendo ulteriormente con interventi di questo tipo si riesca a creare ricchezza è a mio parere un’idea del tutto anacronistica. Esiste una tipologia di turista sempre più diffusa, con l’aumentare della sensibilità verso l’ambiente, che privilegia al confort dei solarium, degli ombrelloni, delle schiacciatine prosciutto e rucola e di intrattenimenti vari, luoghi più sobri e più veri dove poter fruire esclusivamente di ciò che la natura in quel momento mette a disposizione, dove la bellezza ed il fascino dell’ambiente sono già di per se una forte attrattiva,come appunto lo era quella delle “Forbici”e la costa nord di Castiglioncello. Purtroppo, a parte le proteste e le iniziative degli ambientalisti,la sensibilità da parte della cittadinanza è stata fino ad oggi molto scarsa
ed invece questa vicenda riguarda tutti, è un fatto culturale e sociale prima ancora che ambientale,implica la nostra percezione di “bene comune” e riguarda lo sviluppo di una coscienza e di una attenzione collettiva di cui in futuro avremo sempre più bisogno.

Gian Luca Gentili